25 Luglio 2021

Legge sovraindebitamento: tutto quello che devi sapere

Legge Sovraindebitamento come liberarsi dai debiti e da Equitalia

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Legge sovraindebitamento: tutto quello che devi sapere

Legge sovraindebitamento: tutto quello che devi sapere.

Molte persone hanno difficoltà a pagare i propri debiti e per alcuni diventa impossibile farvi fronte, nonostante la buona volontà e gli sforzi. Talvolta l’ammontare accumulato nel corso del tempo, gravato degli interessi e delle spese di recupero, diventa insostenibile.

La situazione è troppo onerosa e risulta schiacciante: alle preoccupazioni economiche si aggiungono quelle familiari e una sofferenza personale che diventa prostrazione, quando non si intravede più nessuna via d’uscita praticabile. In quei momenti, qualcuno arriva a compiere gesti estremi e si toglie la vita.

Proprio per aiutare i debitori che si trovano in questi tristi casi esiste però una normativa apposita: è la legge sul sovraindebitamento, chiamata anche legge salvasuicidi. Offre diverse soluzioni per fronteggiare la crisi economica ed uscirne, grazie ad accordi agevolati con i creditori. Possono ridurre l’importo di un debito diventato eccessivo, ed a piani di rientro opponibili, tenuto conto della situazione economica.

Per sovraindebitamento si intende uno stato di crisi

o di insolvenza in cui può trovarsi un contribuente persona fisica e consumatore, o ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale. Alla liquidazione coatta amministrativa, o ad altre procedure liquidatorie che sono previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza.

La legge sul sovraindebitamento (Legge n. 3 del 27 gennaio 2012) permette a chi è in gravi difficoltà economiche di liberarsi dai debiti. Riducendone l’ammontare, e dilazionando i pagamenti, attraverso una procedura presso il tribunale chiamata esdebitazione.

La normativa tende a prospettare una soluzione a quelle situazioni in cui un soggetto può incorrere, e che determinano un insostenibile aumento di oneri finanziari da pagare ai creditori, consentendo allo stesso debitore in sostanza di liberarsi dai debiti.

Recente è poi la notizia che ha visto un Giudice

emettere una sentenza a favore del cittadino nei confronti del quale gravava una cartella di pagamento di Equitalia da 86.000 euro.

Tale cartella, ritenuta troppo al di sopra delle reali disponibilità del debitore è stata ridotta dal Giudice, tenendo conto di tutti i redditi del debitore e tolto quanto serve per alla famiglia per vivere.

Valutata l’effettiva capacità del debitore di onorare il debito, il tribunale ha deciso di ridurre di circa l’87% l’ammontare del debito, facendo arrivare la cartella di pagamento a 11 mila euro anziché 87 mila euro inziali.

Il Tribunale di Varese è stato infatti il primo in Italia ad applicare la nuova legge del sovraindebitamento e sicuramente non rimarrà un caso isolato.

Vediamo dunque cosa prevede la legge sul sovraindebitamento e quali strumenti offre a chi si trova in serie difficoltà per tagliare i propri debiti e ripartire, economicamente ed umanamente.legge-sovraindebitamento-tutto-quello-che-devi_sapere

Cos’è il sovraindebitamento?

Legge sovraindebitamento: tutto quello che devi sapere. Non è un qualsiasi debito, ma è piuttosto uno stato di squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte. Inoltre, questo squilibrio deve determinare una oggettiva e rilevante difficoltà per il debitore di adempiere ai pagamenti necessari per rimborsare questi debiti.

Deve esserci innanzitutto una situazione in cui i debiti accumulati superano la parte del patrimonio facilmente monetizzabile in denaro; inoltre deve trattarsi di una difficoltà seria e duratura, non momentanea e transitoria, a pagare entro le scadenze programmate e pattuite con il creditore.

Facendo un esempio, per sovraindebitamento ai

sensi della legge che stiamo esaminando non è sufficiente essere privi di soldi per pagare qualche rata di mutuo in alcuni mesi; bisogna invece dimostrare che con i propri redditi annui (meno le spese indispensabili per la sussistenza) non bastano a pagare le rate in scadenza, e che non si posseggono beni facilmente liquidabili, cioè prontamente vendibili a un prezzo equo.

Legge sovraindebitamento: tutto quello che devi sapere. Oggi sono molte le famiglie che si trovano purtroppo a fronteggiare drammatiche situazioni di sovraindebitamento a causa del superamento del limite di reddito disponibile. La situazione tende ad aggravarsi quando si aggiungono poi situazioni impreviste, come la perdita del lavoro, o quando la scarsa educazione finanziaria non consente di gestire al meglio il budget familiare. Con redditi così limitati è inevitabile dunque dover ricorrere ai finanziamenti per liquidità o per consolidamento, con tutti i rischi connessi, compreso quello di perdere la propria casa all’asta.

Ma come funziona questa legge? 

 
Legge sovraindebitamento: tutto quello che devi sapere. La prima cosa da fare consiste nel verificare se ricorrono i presupposti per ottenere i benefici previsti dalla legge, rivolgendosi ad un professionista abilitato.
 
Il professionista avrà il compito di presentare al giudice un piano di rientro dei debiti, proporzionato alla reale capacità economica e patrimoniale del debitore.
 
Quando il giudice approva l’accordo, il soggetto debitore potrà beneficiare della cosiddetta esdebitazione, cioè potrà veder ridotto il valore del suo debito, che adesso sarà stato riequilibrato sulla base della sua disponibilità finanziaria. L’importo restante del valore iniziale del debito verrà invece cancellato completamente.
 
Abbiamo quindi una legge che offre dei vantaggi davvero concreti: si rivolge a quei debitori virtuosi e offre a quest’ ultimi la reale possibilità di non vedersi sottrarre tutto il proprio patrimonio da esecuzioni forzate.
 
E’ una legge che tutela anche i diritti dei creditori che pertanto possono ottenere un pagamento in termini certi evitando le lungaggini tipiche della burocrazia quando vi è in corso una procedura esecutiva ordinaria.

Ammissibilità e proposta di accordo

Legge sovraindebitamento: tutto quello che devi sapere. In base a quanto previsto dall’art. 7 della legge 3/2012, il debitore, con l’aiuto di un OCC deve redigere una proposta di accordo per la ristrutturazione dei debiti, al fine di soddisfare i creditori.

La legge, se da un lato riconosce al debitore una certa libertà sul contenuto, i tempi e le modalità della proposta, dall’altra fissa dei limiti precisi, per tutelare i creditori titolari di crediti particolari o muniti di cause legittime di prelazione.

Il debitore è libero di proporre:

  • una dilazione di pagamento;
  • la loro rimessione parziale;
  • la divisione dei creditori in classi;
  • il pagamento parziale dei creditori privilegiati o muniti di pegno o ipoteca, anche se con limiti precisi;
  • l’affidamento del patrimonio a un gestore che provveda alla liquidazione e alla successiva ripartizione del ricavato;
  • la datio in solutum di beni;
  • di mandare all’incasso i crediti in favore degli stessi o di terzi;
  • la cessione di crediti futuri.

La proposta non è ammissibile se:

  • il debitore è sottoposto a procedure concorsuali;
  • se nei cinque anni precedenti è già ricorso ad una procedura di liquidazione o di sovraindebitamento;
  • se un accordo precedente ha avuto un esito negativo (risoluzione o revoca) per condotte a lui imputabili.

Se il patrimonio del debitore non garantisce la realizzazione concreta dell’accordo, soggetti terzi possono venire in suo aiuto conferendo beni, anche in garanzia.

Il piano del consumatore

Legge sovraindebitamento: tutto quello che devi sapere. Il consumatore, può proporre, in alternativa alla proposta di accordo di cui all’art. 7, il piano del consumatore, che non richiede l’approvazione dei creditori, ma una mera valutazione di fattibilità da parte del giudice, supportata da una relazione dell’OCC, che deve contenere quanto previsto dall’art. 9, co. 3 bis.

Per omologare il piano del consumatore il Giudice deve limitarsi a verificare che lo stesso sia fattibile, ammissibile, che il debitore sia meritevole e che non abbia compiuto atti per frodare i creditori.

L’art. 12 ter dispone che dalla data dell’omologazione del piano i creditori anteriori ad esso non possono intraprendere o continuare azioni cautelari o esecutive, né acquisire diritti di prelazione sul patrimonio del consumatore.

Omologato il piano è obbligatorio per tutti i creditori precedenti alla data di pubblicazione del provvedimento di omologa. I beni oggetto del piano non sono attaccabili dai creditori successivi.legge-sovraindebitamento-tutto-quello-che_devi-sapere

Esecuzione dell’accordo

Legge sovraindebitamento: tutto quello che devi sapere. Almeno 10 giorni prima dell’udienza i creditori devono esprimere il consenso o il dissenso all’accordo. La proposta è approvata se il consenso (silenzio assenso) è espresso dai creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti. I creditori privilegiati o garantiti da pegno o ipoteca possono esprimere il loro consenso solo in presenza di determinate condizioni, il coniuge, i parenti e gli affini fino al quarto grado e i cessionari dei crediti da meno di un anno prima della proposta non possono pronunciarsi sulla proposta.

Se l’accordo è raggiunto l’organismo di composizione redige una relazione sui consensi espressi e la invia ai creditori che hanno dieci giorni per contestarla. Decorso questo termine l’OCC invia la relazione al Giudice, le eventuali contestazioni, il testo dell’accordo e l’attestazione di fattibilità.

Risolte le contestazioni il Giudice provvede ad omologare le volontà e dispone in merito alla sua pubblicità, anche se tacitamente non è ritenuto conveniente da particolari creditori ma a suo giudizio il creditore dissenziente sarà soddisfatto del comportamento nella stessa misura in cui lo sarebbe in caso di liquidazione del patrimonio (cram down).

Tra la proposta e l’omologazione non devono

intercorrere più di sei mesi. Il reclamo contro il provvedimento che dispone il consenso è ammesso innanzi al Tribunale, che decide in camera di consiglio, senza il giudice che ha omologato la proposta.

La volontà delle parti è obbligatorio nei confronti di tutti i creditori anteriori alla data della pubblicità del deposito della proposta. I creditori successivi non possono agire esecutivamente su beni oggetto della proposta.

L’adempimento dell’accordo è eseguito sotto la vigilanza dell’OCC che ne verifica la correttezza. Il giudice ha la possibilità di nominare un liquidatore, se previsto dal piano o se vi sono beni pignorati e quando autorizza lo svincolo delle somme, dispone la cancellazione delle iscrizioni e trascrizioni pregiudizievoli. Il co. 4 art. 13 contiene la regola e l’eccezione della preducibilità dei crediti sorti nel corso dei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento.

Revoca e risoluzione dell’accordo

Legge sovraindebitamento: tutto quello che devi sapere. L’accordo viene revocato d’ufficio dal Giudice se:

  • il debitore non paga le amministrazioni e gli enti previdenziali entro 90 giorni dalla scadenze previste;
  • emerge che durante la procedura il debitore ha compiuto atti in frode ai creditori.

La revoca del piano del consumatore può essere richiesta anche dal creditore quando:

  • il passivo del debitore è stato aumentato o diminuito con dolo o colpa grave;
  • una parte dell’attivo è stata sottratta o dissimulata;
  • sono state simulate con dolo attività del tutto inesistenti.

Il ricorso può essere presentato entro 6 mesi dalla data della scoperta e comunque entro un anno dalla scadenza stabilita per l’ultimo adempimento.

L’accordo cessa di avere effetti anche quando:

  • viene risolto o il debitore non paga i crediti impignorabili e i debiti fiscali;
  • se in seguito viene dichiarato il fallimento. L’accordo si risolve e i pagamenti, gli atti e le garanzie eseguite in forza di esso non possono essere sottoposte a revocatoria fallimentare.

I creditori possono chiedere la risoluzione dell’accordo, ai sensi dell’art 14 della legge 3/2012 se:

  • il debitore non rispetta l’accordo;
  • le garanzie promesse non vengono poste in essere;
  • l’accordo non può essere eseguito per cause non riconducibili al debitore.

La risoluzione può essere proposta entro 6 mesi dalla scoperta o entro un anno dalla data dell’ultimo adempimento.

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