26 Ottobre 2021

Coronabond: emissione di titoli salva stati.

Ieri si è confermata la classica divisione nord-sud sugli eurobond

Coronabond: emissione di titoli salva stati.

Coronabond: emissione di titoli salva stati, ieri si è confermata la classica divisione nord-sud sugli eurobond, o coronabond come recentemente chiamati. L’Unione Europea, di fronte all’emergenza da coronavirus, ha deciso di prendersi due settimane evitando di fatto la rottura. Ma cosa sono i coronabond? E come potrebbero aiutare gli Stati maggiormente colpiti dalla pandemia da Covid-19?

I coronabond sono – o meglio,

dovrebbero essere un’emissione di debito congiunto tra i Paesi dell’Eurozona. Dei bond in cui l’onere di ripagare il debito è suddiviso tra tutti i paesi. L’obiettivo è quello di raccogliere liquidità per far fronte alle spese legate alla gestione dell’emergenza.

Coronabond: emissione di titoli salva stati, il presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha chiesto ai ministri delle finanze dei Paesi che compongono l’Eurozona di prendere in seria considerazione lo strumento dei coronabond per aiutare a combattere la pandemia da coronavirus. Perché i coronabond potrebbero far parte della soluzione, se progettati correttamente per tenere conto dei fondamentali finanziari, sia a breve che a lungo termine. Nel complesso gli eurobond, sarebbero titoli di stato che andrebbero a creare debito nell’Eurozona. La creazione di un mercato di eurobond standardizzato darebbe un forte impulso al piano di ripresa delle economie in difficoltà a causa del coronavirus.Coronabond: emissione di titoli salva stati

Coronabond: emissione di titoli salva stati.

Il muro del Paesi del nord Europa mostra chiaramente come l’Eurozona – composta da 19 membri – sia ancora ben lontana da voler condividere gli oneri derivanti dalla crisi del coronavirus. Lagarde non ha fornito ulteriori dettagli circa l’emissione di debito congiunto rappresentato dai coronabond; nessuna indicazione né sugli importi né tanto meno sull’iter legale per istituirli. La Germania e il nord Europa si oppongono ai coronabond poiché se i singoli governi nazionali fossero autorizzati a emetterli liberamente, la consapevolezza che qualcun altro pagherà il conto incentiverebbe i Paesi membri a spendere oltre i propri mezzi come mai prima.

L’Eurogruppo ha piuttosto sostenuto

con vivacità lo strumento del MES, proponendo di estendere le linee di credito precauzionali, pari a circa il 2% del PIL del Paese, agli Stati membri che ne facciano richiesta. I prestiti erogati dal MES consentirebbero ai governi di continuare a finanziarsi autonomamente sul mercato a tassi bassi e aprirebbe la strada all’acquisto illimitato di obbligazioni della Bce nell’ambito delle Outright Monetary Transactions (OMT), se necessario. Ma il prezzo da pagare, in termini di condizioni e austerity, sarebbe troppo alto per l’Italia.

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